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Così é (...se vi pare...){ESTRAGONE}: Siamo contenti. (Silenzio.) E che facciamo, ora che siamo contenti? {VLADIMIRO}: Aspettiamo Godot. {ESTRAGONE}: Già, è vero. |
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January 06 L'ultima velinaMentre a Gaza le bombe facevano a pezzi più o meno trecento persone, mentre in Afghanistan un'altra bomba ammazzava quattordici bambini e in Pakistan i morti di giornata erano una trentina, mentre a Lampedusa gli sbarcati diventavano svariate centinaia, su Rai1 c'erano Alba Parietti e Silvana Giacobini che dissertavano con foga sulla scelta della Granbassi di lasciare l'Arma a favore di Santoro. Su Mediaset, intanto, il servizio più gettonato è il pienone di turisti a Cortina, e in tutti canali vanno fortissimi streghe, alieni, miracoli e potenze soprannaturali (è Natale!). Ora, non è che se le tragedie del mondo sono tante la tv deve registrarle puntigliosamente per farci capire che la vita è un inferno. Epperò la sensazione che la televisione sia in un qualche astruso altrove rispetto al mondo è piuttosto forte. Così com'è forte la sensazione che nei tg le immagini di morte scorrano via fino a sprofondare nell'oblio come le cosce dell'ultima velina... January 03 Miles, militis.La gente, però, sembra apprezzare la presenza dei militari. Generale Dino Tricarico, che fu consigliere militare di Palazzo Chigi con D’Alema e con Berlusconi, prima di assumere l’incarico di capo di stato maggiore dell’Aeronautica. Corriere della Sera. December 24 L'Epifania del Natale«Ci sono cose che vanno contro natura molto più dell’omosessualità, cose che soltanto gli uomini riescono a fare, come avere una religione o dormire in pigiama».
Magnus Enquist, professore di Etologia, Università di Stoccolma «Abbiamo allestito due presepi. Nel primo manca Gesù, perché non può nascere in un mondo che non accoglie. Nel secondo ci sono prostitute e barboni che, come Giuseppe e Maria, cercano un angolo di mondo dove sopravvivere».
Don Zappolini, parroco di Lari (Pisa), Ansa 23 dicembre
Buon Natale a tutti. October 31 Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo
1978. Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978.
2003. «Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa in 53 punti». Licio Gelli.
Oggi. «I partiti veri non esistono più, non c'è più destra o sinistra. A sinistra ci sono 15 frange e la destra non esiste. Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica». A proposito dell'esecutivo ha aggiunto: «Non condivido il Governo Berlusconi perché se uno ha la maggioranza deve usarla, senza interessarsi della minoranza. Non mi interessa la minoranza, che non deve scendere in piazza, non deve fare assenteismo, e non ci devono essere offese». «Ci sono provvedimenti che non vengono presi - ha proseguito - perché sono impopolari e invece andrebbero presi: bisogna affondare il bisturi o non si può guarire il malato. L'immunità ai grandi dovrebbe essere esclusa, perché al Governo dovrebbero andare persone senza macchia e che non si macchiano mai». Licio Gelli
Che dire? Ancora sulla compagnia di CelestiniUn uomo è seduto nella stanza. Guarda il rubinetto che perde. L’uomo pensa: «è una goccia. Qualcuno dovrà risolvere questo problema della goccia. Io potrei alzarmi e andarlo a chiudere, ma non posso fare tutto io. Io sono un democratico e penso che il cittadino elegge i suoi rappresentanti perché si occupino di problemi importanti. Io non sono mica uno di quelli che non credono più nelle istituzioni e fanno i comitati e i collettivi e si vogliono organizzare da soli!». L’uomo seduto nella stanza guarda il rubinetto e pensa: «il governo dovrebbe risolvere questo problema della goccia. Se ci fosse un uomo di destra, direbbe: “saldiamo un tappo di ferro sulla cannella del rubinetto e la goccia smetterà di cadere”. Certo, dico io, ci saldiamo il tappo. Ma se mi devo andare a lavare le mani, con la cannella saldata non uscirà acqua. L’uomo di destra mi risponderebbe: “vabbè, ma intanto abbiamo risolto il problema della goccia. Quando emergerà un problema lavaggio-mani affronteremo anche quello. Un problema alla volta”. Giusto, dico io, ma questa soluzione del tappo non mi convince. Se ci fosse un uomo di sinistra, direbbe … Ma in realtà un uomo di sinistra non è mai da solo. Sono sempre in due. Uno sinistra moderata e l’altro sinistra radicale. Ricomincio. Se ci fossero due uomini di sinistra, l’uomo di sinistra moderata direbbe: “saldiamo un tappo di ferro sulla cannella del rubinetto … come l’uomo di destra”. Mentre l’uomo di sinistra radicale mi consiglierebbe: “dovresti alzarti dalla sedia e chiudere il rubinetto”. Cioè direbbe quello che penso anche io che infatti mi ritengo un uomo di sinistra. Ma l’uomo di sinistra radicale aggiungerebbe: “però se chiudessimo il rubinetto ci troveremmo oggettivamente in contrasto con la sinistra moderata che essendo vicina alle idee della destra abbandonerebbe la coalizione … perciò dobbiamo essere responsabili e non rischiare di far cadere il governo. Dunque chiudere il rubinetto per arrestare la caduta della goccia è un’ottima soluzione, ma non è la strada percorribile. Perciò aspettiamo”. Giusto, dico io, ma questa soluzione dell’attesa non mi convince. Forse dovrei rivolgermi al sindacato. Se ci fosse un sindacalista mi direbbe: “non importa quale sia la soluzione migliore. Si potrebbe chiudere il rubinetto e anche saldare la cannella, ma la scelta di una delle due implicherebbe uno scontro fra posizioni diverse. E se c’è ‘no scontro … nessuno può sapere come va a finire!Noi invece siamo favorevoli a una mediazione. E poi siamo proprio sicuri che si tratta di una goccia?E se non fosse una vera goccia?E se fosse una metafora?E se fosse una provocazione?”. Giusto, dico io, ma questa posizione del sindacato non mi convince». Un uomo è seduto nella stanza. Guarda il rubinetto che goccia. L’uomo pensa: «è una goccia. Io potrei alzarmi e andarlo a chiudere, ma non posso fare tutto io». Intanto le gocce cadono una dopo l’altra. L’uomo nella stanza vede il lavandino che si riempie. Vede la fatale goccia che fa traboccare il vaso. Vede l’acqua che cade sul pavimento. Sente i piedi che incominciano a bagnarsi e pensa: «prima o poi, goccia dopo goccia si allagherà la stanza». Pensa: «il pavimento cederà sotto il peso dell’acqua. Ma il pavimento della mia stanza è il soffitto della stanza di sotto. Miliardi di gocce sfonderanno il pavimento e allagheranno la stanza del piano inferiore con tutti gli oggetti utili e inutili e le persone che la abitano. Le stanze cadranno una sopra l’altra fino a far crollare il palazzo e l’acqua seppellirà le macerie». Un uomo è seduto nella stanza. Guarda il rubinetto che gocciola e vede il diluvio. E pensa: «non è possibile. No, proprio non è possibile». Così si gira e guarda verso il muro. Smette di pensare alla goccia. Sorride, si addormenta e affoga … serenamente.
da Ascanio Celestini, Parole Sante, il film.
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